mercoledì 3 maggio 2017

MUSICISTA BERTOLAZZA BORTOLOMMEO

Bertolazza Bortolommeo di Domenico e di Apollonia Lombardi fu un personaggio
straordinario locale che merita di essere ricordato. Nacque a Toscolano il 3 marzo 1772 in una cartiera che il padre Domenico, affittuale dei Conti Fioravanti-Zuanelli, gestiva a Toscolano in località “Religione”e che il secolo successivo passò di proprietà alla famiglia Visintini. Fu battezzato il giorno successivo da Don Canetti, come risulta al n° 364 nel registro custodito presso la Parrocchia di Toscolano. Il padrino, o compare come si chiamava un tempo, fu G.D. Francesco Monselice di Bortolo da Maderno.  Purtroppo morì tragicamente nel 1820.
Fu uno strano, semplice, ma importante personaggio con forte inclinazione per la musica tanto che, in breve tempo, riuscì da autodidatta a diventare un virtuoso del mandolino.
Quando ancora era un ragazzino Bartolommeo dovette, a malincuore, seguire le orme del padre per apprendere il mestiere di cartaio. Questa attività era poco gradita perché il giovane aveva un carattere inquieto ed una forte passione per la musica, tanto da essere ammirato da tutti.
Esaltato dai successi ottenuti in campo musicale, a diciotto anni decise di abbandonare il paese e la propria famiglia e, in compagnia dei suoi amici Bazzani e Lena, suonatori di chitarra e Pietro Ferrari cantore di arie buffe, decise di percorrere l’Italia del nord ed in particolare il Piemonte ed il Trentino tenendo concerti nelle piazze, nelle osterie e nei teatri. Il successo fu immediato, applausi e denaro permettevano a questo gruppetto di condurre una vita spensierata. Poi si trasferirono a Marsiglia e Tolone riscuotendo consensi ed applausi sia sulle piazze sia nei teatri vivendo delle sole offerte del pubblico fino allo scoppio della rivoluzione del 1797, che li costrinse al rimpatrio.
Il Bertolazza rimase a Toscolano per poco tempo per poi trasferirsi nel Tirolo dove prese in moglie Margherita Leonardi. Nel 1796 ebbe un figlio, Giacomo Giuseppe anch’esso divenuto amante della musica. Dopo aver visitato le principali città austriache giunse a Vienna. Qui conobbe il celebre pianista Colò di Riva il quale, dopo aver scoperto il suo gran talento musicale, gli insegnò lettere e musica.
La Corte di Vienna e le personalità d’alto rango facevano a gara nell’offrirgli lavoro e protezione, ricompensandolo di denaro ed onorificenze per la tecnica, l’eleganza e la melodia delle composizioni che aveva il dono di natura d’improvvisare con molta facilità.
Da Vienna riprese la sua vita vagabonda e si trasferì a Dresda. Anche qui fu accolto con grandi onori: la sera del 10 settembre 1803 presso la Corte si esibì in un spettacolare concerto che entusiasmò a tal punto il pubblico che in suo onore fece stampare, in seta, due sonetti in italiano con la riproduzione del suo ritratto che lo storico locale Donato Fossati, nel libro “Benacum . Storia di Toscolano”, stampato nel 1941, dichiarò di possedere. Nel 1804, a Berlino, suonò accompagnat con la chitarra del figlio Giacomo di 8 anni, le variazioni tratte da un tema dell’opera “La bella molinara” di Giovanni Paisiello.
Dopo aver trascorso circa dieci anni in Germania si trasferì prima in Olanda e poi in Gran Bretagna. Anche a Londra fu chiamato dalla Corte per le sue capacità musicali. Riceveva un compenso di due ghinee al giorno ed inoltre la Corte gli permetteva di dare applauditi concerti dai quali trasse benefici economici.
Nel 1820 decise, infine, di trasferirsi con la moglie ed il figlio in Brasile, secondo la stampa di quel tempo sembra per raggiungere una vecchia fiamma coronata conosciuta a Dresda. Ma il destino volle che la nave che li trasportava naufragasse con tutti i suoi passeggeri.
Lasciò numerose composizioni non solo riguardanti lo strumento preferito, il mandolino, ma anche la chitarra, il violino ed il pianoforte. Qui sotto viene riprodotto uno stralcio del registro dei BATTESIMI. della Parrocchia di Toscolano dove risulta indicato come Bortolommeo Bertolazza.




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