mercoledì 13 dicembre 2017

IL MONDO E' CAMBIATO'?

Chi scrive è un venerando della terza età. Infatti fra qualche giorno compirò i 92 anni di età.. Questo premesso è per affermare che negli ultimi decenni tutto il mondo si è lentamente modificato in tutti i campi. Ma in meglio o in peggio? Lascio a voi la decisione.
Iniziamo nel campo delle comunicazioni. Ricordo che quando ero giovane comunicare attraverso il telefono era un grosso problema. Pochissimi erano coloro che possedevano in casa il telefono fisso, mentre dei cellulari non se ne parlava affatto perché non esistevano ancora. Per cui coloro che non possedevano il telefono fisso (erano certamente la maggioranza) dovevano, in caso di necessità, recarsi in Piazza dove c’era un apposito Ufficio dal quale si poteva telefonare a coloro che possedevano l’apparecchio. Il caso diventava più complesso quando qualcuno in possesso del telefono fisso voleva parlarci. Quest’ultimo si doveva rivolgere telefonicamente ai vari uffici telefonici esistenti in quasi tutti i paesi importanti per richiedere di poter parlare telefonicamente con la persona desiderata che non possedeva il telefono fissando l’ora dell’appuntamento. L’ufficio telefonico inviava un suo incaricato presso la persona designata per avvertirla che doveva presentarsi all’ufficio telefonico alla tal ora in quanto una persona ,che veniva designata, intendeva parlargli telefonicamente.
La situazione si è poi lentamente capovolta sia con l’estendersi dei telefoni fissi nelle abitazioni, sia per l’avvento dei cellulari. E’  stato  un grosso passo avanti per le comunicazioni telefoniche e, forse, un passo indietro nei collegamenti umani fra le persone che in quei tempi trovavano il tempo per recarsi a casa, vicendevolmente per discutere a viso aperto dei propri problemi. Un modo più facile per conoscersi meglio di quanto avviene ora con il telefono.
Anche nel campo religioso molto è mutato. Ricordo quando andavo all’Oratorio per prepararsi spiritualmente alla prima comunione, il Sacerdote ci avvertiva che per prendere la comunione ci si doveva presentare completamente a digiuno. Nemmeno una goccia d’acqua che scendeva dal cielo doveva entrare in bocca. Ho l’impressione che ora queste regole non siano più in vigore.
Anche le conoscenze personali non avvengono come un tempo. Oggi con una telefonata si risolvono i vari problemi. Un tempo era consuetudine recarsi personalmente presso i parenti o gli amici, in particolare quando in casa vi era una persona  ammalata. E mi chiedo se in meglio o in peggio.
Ovvio che questi discorsi li possono fare solo le persone adulte che nella loro vita ne

hanno visto di tutti i colori  o ne sono usciti indenni, compresi i sacrifici impostaci dall’ultima guerra.
Ritengo che negli anni 80 del secolo scorso, con l’avvento dei computer  e della rivoluzione digitale abbiano contribuito alla modifica del nostro sistema di vita.
Vi sono altre cose che recentemente si sono cambiate e che, al momento, non mi vengono alla mente.
                                                                                                          Andrea De Rossi

Chi desiderasse conoscere la storia di Toscolano-Maderno che ho scritto nel mio Blog, composta di oltre 300 argomenti, la può trovare al seguente indirizzo elettronico:
storiaditoscolanomaderno.blogspot.it


sabato 9 dicembre 2017

BANDA CITTADINA "Giuseppe Verdi"


L'attuale Banda Musicale  cittadina di Toscolano-Maderno "Giuseppe Verdi" ha assorbito le Bande di Maderno e Toscolano che si erano costituite entrambe verso la metà dell'800. Quella di Maderno, agli inizi del '900 si divise per ragioni politiche in due tronchi: una  clericale capeggiata da Don Fogari allora Parroco di Maderno e l'altra, liberale, sostenuta invece dal Comm.G.B. Bianchi che fu anche Sindaco di Maderno.
Fra i musicanti di Maderno vi fu allora una forte rivalità, i clericali denominati "besolèr" e quelli liberali chiamati invece "sganascèr".  Questi appellativi alludevano al fatto che i primi erano dei forti bevitori, mentre gli altri avevano la fama di essere dei grandi mangiatori. Secondo Giuseppe Zanardelli i componenti della Banda liberale, cioè quelli del Bianchi, erano portati a frequentare la Scuola di musica perchè per ogni loro presenza veniva loro dato un quarto di vino ed una lira. Secondo lo Stampais (che scrisse un libretto sull'argomenti) sembra che lo statista Giuseppe Zanardelli, che aveva la sua villa al Bornico, abbia convinto il Bianchi ad assumere la presidenza della Banda dei "sganasèr"
Nel 1910 le due Bande si sciolsero per costituire un unico Corpo Musicale. Diversi Maestri si sono succeduti nel tempo dando alla Banda grande notorietà e popolarità. La Banda Musicale partecipò e vinse in diversi concorsi diventando così famosa in tutta la provincia, grazie alla bravura dei suonatori ma anche alle capacità tecniche dei vari Direttori.



giovedì 7 dicembre 2017

INNAFFIAMENTO LUNGOLAGO MADERNO

Il carro botte con il quale il Zuanelli innnaffiava il lungolago per evitare  il sollevamento della polvere



Quando nel secolo scorso il Lungolago G.Zanardelli di Maderno  era ancora in terra battuta e non asfaltato, il transito dei veicoli provocava l'innalzamento di una forte polvere che infastidiva tutti.
Si provvide allora ad eliminare questo inconveniente usando  un carro botte (vedasi in alto la foto) condotto da Angelo Zuanelli, un simpaticone che portava sempre una particolare bandana, che provvedeva a spargere acqua sul manto stradale che dall'imbarcadero giungeva in località Bolsem.
Il mezzo antico usato  ed il caratteristico conduttore erano all'attenzione dei turisti, specialmente tedeschi, che lo fotografavano continuamente.  Quando il carro aveva finito la sua scorta di acqua, si recava presso un chiusino posto vicino alla chiesa Parrocchiale di Maderno per essere rifornito e poi ripartiva per il lungolago.
Tutto questo finì quando il lungolago venne asfaltato.
E' un ricordo del tempo passato.

giovedì 2 novembre 2017

IL SERRAGLIO E VILLA CAPRERA A MADERNO

Queste due ville anticamente appartenevano all’Ordine dei PADRI SERVITI o Servi di Maria che è un ordine religioso, tutt’ora esistente in altre città, il quale sorse a Firenze nel 1240 e professa un culto particolare per la Vergine Maria.
Papa Alessandro VII il 29.4.1656 soppresse il convento di Maderno e concesse alla Repubblica di Venezia la possibilità di vendere gli immobili ed i terreni annessi affinchè se ne servisse in difesa del regno di Candia (l’attuale Creta) che era minacciata se ne servisse in difesa del regno di Candia che allora era minacciato dalle armi ottomane.
Il convento, compresa la palazzina del “Serraglio” fu veduto all’asta pubblica al Duca Carlo II GONZAGA nel 1659 con l’obbligo di usare il ricavato per fare celebrare annualmente, nella chiesetta di S,Pietro  Martire, annessa a villa Caprera, dodici Messe l’anno per la perpetuità del Serenissimo Dominco ed altre 243, pure annue, al servizio della popolazione.
Agli inizi del 1900 la proprietà di villa Caprera passò ad un certo Lucchini, poi ai Belloni che abbatterono la chiesetta divenuta pericolante, poi a Crescini che l’affittò perché divenisse la Caserma dei Carabinieri, mentre ora è divenuta  condominio sempre con la scritta esterna Villa Caprera   il cui nome non si sa perché gli sia stato attribuito. Il convento di villa Caprera era unito da un sotterraneo all’antico chiosco più in basso della casa ex Bulgheroni.
Il Serraglio e la sua palazzina rimasero ai Gonzaga i quali costruirono una galleria sotterranea che collegava il Palazzo Nuovo di Via Benamati con la palazzina e permetteva quindi  ai Gonzaga ed ai loro ospiti di spostarsi liberamente fra le due residenze senza essere visti dal pubblico in quanto la palazzina divenne un rifugio nel quale il Duca Gonzaga svolgeva le sue orge.
Nel 1888 il proprietario fu l’austriaco Rodolfo Lignet il quale costruì un albergo deturpando il paesaggio per cui il Comm,Bianchi, che risiedeva nello stabile che divenne poi l’albergo Golfo acquistò tutto il Serraglio e la palazzina e decise di abbattere il nuovo albergo Lignet che venne ricostruito sul lungolago di Maderno divenuto poi l’Istituto S,Cuore ed ora nuovamente un albergo.
Attualmente il Serraglio e la palazzina sono divenuti proprietà del Comune e non essendo abitato, non si trova certo nello stato in cui era  nel 1661, come lo descrive lo scrittore pittore e incisore veneziano Marco Boschini (1602-1681), cresciuto nella bottega di Palma il Giovane, nel suo volume “Le Delicie de Maderno” nel quale descrive analiticamente il sito nonché il palazzo Gonzaga di Maderno con le sue bellezze pittoriche ed architettoniche. In questo libro ricorda che nel mezzo del giardino dei Gonzaga di Maderno esisteva una grande fontana nella quale la statua di Venere gettava acqua da ogni parte. Detta fontana fu realizzata dallo scultore Francesco Agnesini, mentre le stanze del palazzo furono adornate dalle pitture di rinomati artisti. I giardini erano ricchi di fonti, di alberi, di aiuole colorate di gran bellezza.
In una quartina del libro il Boschini recita:
                     O delicia del Mondo, e de Maderno
                     Paradiso terreste apresso al Cielo
                     E siben ti è vestito de mortal velo
                     Stago per dirte, Paradiso eterno.

E in un’altra ancora
                     In copia là dà l’abondanza i fruti
                     Bei cedri, bei Naranzi, e bei limoni
                     E di tutte le cose i rari, e i boni
                     Qua no ghe vuol fadiga i ghe ze tuti




giovedì 28 settembre 2017

MUTAMENTI PIAZZA DI MADERNO

                         Ecco come si presentava la Piazza di Maderno alla fine dell'Ottocento

                        In quel tempo le lavandaie stendevano in piazza i panni lavati nel lago



                             La circolazione di mezzi attraverso la Piazza  all'inizio del  1900


                                               Attuale veduta della Piazza di Maderno




martedì 26 settembre 2017

MUTAMENTI PROMONTORIO TOSCOLANO-MADERNO


All'inizio del 1900 c'era un folto uliveto


Siamo intorno al 1930





Scomparsi gli ulivi ,  sorte tante abitazioni


martedì 5 settembre 2017

PERCHE' I FRATI DOMENICANI A TOSCOLANO?


A Toscolano i Domenicani arrivarono nel XIII secolo, poco dopo la fondazione del loro Ordine. Ma perché quest’Ordine scelse proprio Toscolano? Per capirlo dobbiamo risalire alle origini ed ai loro scopi.
            L’ordine dei Predicatori Domenicani fu fondato da S.Domenico di Guzmàn, nel 1206 e fu approvato dal Papa Onorio III° nel 1216. La loro finalità era la salvezza delle anime grazie alla predicazione e all’insegnamento, ma l’intento immediato col quale sorse fu la lotta contro le dottrine ereticali del Medio Evo e contro coloro che le impersonavano (i patarini, gli albigeni, ecc.).
            Per svolgere tale compito i domenicani volsero particolari cure alla loro formazione intellettuale. Lo stesso fondatore S.Domenico si dedicò alla riconversione degli eretici ed a bloccare gli effetti dell’eresia.
            Questi religiosi, il cui abito è  composto da tonaca e scapolare bianco con cappa e cappuccio neri ed un cingolo di pelle al quale è appeso il rosario, seguono la regola di S.Agostino. Il loro stemma è una croce gigliata bianconera.
            Nel 1229 divenne vescovo di Brescia il frate Guala dei domenicani e fu il primo vescovo di quest’ordine italiano. Da questo particolare è evidente che la diffusione dei loro conventi nel territorio bresciano fu sostenuta dallo stesso vescovo.
            I conventi dei domenicani si estesero nel XIII secolo specie dove era più diffusa l’eresia “patarina” fra cui Toscolano e Nave, entrambi luoghi dove erano in attività diverse cartiere.
            L’eresia “patarina” fu un movimento religioso della parte più umile del popolo, sorto a Milano verso la metà del secolo XI  ed era diretto contro gli abusi dell’alto clero. I seguaci di questo movimento dagli avversari furono chiamati, per dileggio, patarini, dal luogo dove si radunavano (pataria, deposito di cenci e ferri vecchi, frequenti allora nella via di Milano tuttora detta dei Pattari).
Gli storici,  Paolo Guerrini e Guido Lonati, ritengono che i frati non giunsero a Toscolano solo per assistere gli infermi e i pellegrini dell’ospizio, ma per affrontare l’eresia particolarmente diffusa fra gli straccivendoli che, numerosi, frequentavano le cartiere locali per fornire la materia prima per la fabbricazione della carta.
       Attiguo all’ospizio fu costruito nel secolo XII un piccolo tempio cristiano dedicato a S.Lucia.